Notizia interessante a pag. 16 di Cycling Pro, nella rubrica cycling lab dal titolo: "Quelle piccole bugie che migliorano la prestazione a cronometro quando caldo e umidità sono alle stelle"
E qui vi si legge: Un ciclista evoluto sta disputando una cronometro in un clima caldo e umidissimo e, ovviamente, si sente parecchio a disagio.
Il suo direttore sportivo, a bordo dell'ammiraglia mente clamorosamente e gli comunica che la temperatura è di soli 26 gradi (invece che di 32) e che l'umidità è piu bassa del normale. Cosa succede al comportamento del cronoman? Una bugia del genere crea una minor sensazione di fatica percepita e permette di migliorare la performance fino al 10 % in termini di potenza erogata riallineandola a quella effettuabile in condizione di temperatura normali. Insomma, la bugia migliora la prestazione "creando una sorte di confusione tra le aspettative del subconscio e la percezione conscia dell'impegno richiesto" Chi l'avrebbe detto?
Certamente l'avremmo detto noi esperti di psicologia sportiva. Non è una novità in quanto il limite di fatica sopportabile da un atleta è una condizione mentale e non fisica. In altre parole non conta la realtà, ma la realtà percepita. In altre parole ancora, la realtà non esiste, esiste solo ciò che credo e la connessione mente - corpo mi permette di vivere ciò che credo vero.
In Pnl l'assioma è: la mappa non è il territorio. Ma andrei oltre: non esiste territorio se non esiste una mappa.
Ed io posso lavorare sulla mia mappa a livello inconscio e modificarla.
Bello vero? Come posso farlo?
In molti modi: l'ipnosi è uno di questi. Il miglioramento dell'autoefficacia (o punti di forza) è un altra. Il focus mirato è un altra ancora.
Il mental coaching è una realtà dei nostri giorni. Un buon psicologo sportivo può, e deve mettere in condizione l'atleta di imparare a gestire la condizione mentale in maniera autonoma. Il mental training entra sempre piu prepotentemente nell'allenamento dei ciclisti come di tutti gli atleti di ogni sport.
Il blog di Fulvio Pugliese, coach, mental trainer, allenatore, preparatore atletico, GET (global educational trainer). Articoli, novità, consigli e recensioni di libri su coaching e mental trainig.
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mercoledì 15 giugno 2011
Cycling Pro
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mercoledì 20 aprile 2011
Sincronia
Riprendiamo a parlare dell’acronimo SFERA. Abbiamo già accennato al primo fattore cioè la Sincronia, nel mio ultimo intervento su questo blog nell'articolo: “Vincere con la mente”.
Ora introduciamo gli altri fattori che come appare chiaro sono: F di Punti di forza, E di Energia R di Ritmo ed infine A di Attivazione.
SINCRONIA
IMMAGINARE + FARE
IMMAGINARE
Figurare nella mente; vedere con la mente, ideare, fingere, supporre, credere,pensare, presumere, stimare, congetturare, opinare, rappresentare con la fantasia, concepire con la fantasia.
FARE
Operare, agire, eseguire, produrre, creare, compiere, costruire, elaborare, generare, formare, fabbricare, mettere in atto, realizzare,esercitare, praticare.
Capiamo di essere in sincronia quando immaginare e fare coincide, quando le nostre azioni corrispondono ai nostri pensieri.
Allenarsi ad immaginare e percepire fisicamente ed emozionalmente (usando le submodalità, visiva uditiva e cinestesica) ci permette di affrontare successivamente la concretizzazione di tale azione in maniera più preparata e attenta.
Se immaginiamo i nostri gesti durante l’allenamento mentale possiamo farlo anche mentre li stiamo eseguendo, in questo modo mente e corpo saranno una cosa sola e non ci sarà differenza tra fare e immaginare. In tutto questo non rimarrà spazio per altri pensieri se non per quello che si sta eseguendo.
Nello sport l’immaginazione ideomotoria rientra nelle pratiche di allenamento degli atleti. L’allenamento ideomotorio risulta estremamente utile per aumentare la concentrazione nonché l’efficacia e la perfezione del gesto atletico. Nel momento di massima concentrazione lo sportivo è completamente assorto nel compito che dovrà eseguire, non ha pensieri distraenti, ma l’attenzione è interamente canalizzata sulla prestazione che sta eseguendo.
In sintesi.
Completamente presenti e concentrati sulla prestazione sportiva che si sta eseguendo, il gesto atletico corrisponde a quello che ci si figura mentalmente.
L’atleta appare in una dimensione altra, totalmente assorbita dal momento presente.
Immaginare
Vedere con l’occhio della mente.
Se mentalmente vedo solo quello che sto facendo è chiara la rappresentazione di quanto sto eseguendo.
Fare
Azione
Riproduco concretamente proprio quello che mi figuro in mente, eseguo il gesto cosi come lo vedo nella mia testa.
L'atelta dovrebbe sempre vivere nel presente, sul momento che sta vivendo, vivere il "il qui e ora" della sua prestazione, lasciando perdere giudizi e interpretazioni che lo portano lontano da quel momento.
Cosa favorisce la Sincronia:
Tutto ciò che permette all'atleta di prendere possesso del momento, dei materiali e dell'ambiente che costituiscono lo scenario di allenamento e gara.
Cosa disturba la Sincronia:
Non è possbile quando la mente genera illusioni. Cioè quando vi è attenzione a tempi e luoghi diversi, perdendo la corretta percezione delle sensazioni del presente. Perche avviene la separazione mente e corpo.
Se ci concentriamo sul futuro generiamo "Ansia" se ci concentriamo sul passato generiamo "Frustazione".
Cosa dirsi per incrementarla:
Il dialogo ipnotico basato sull'osservazione di se stessi e la scomposizione delle nostre azioni. Si possono anche usare certe frasi, esempio: "Sono in perfetta armonia con me stesso, con la natura, con gli altri e con l'ambiente circostante"
Ciò che è ancora importante dire è che ci sono 2 leggi che regolano la SFERA.
La 1° legge di cui ci occupiamo ora è la Legge di generazione. In pratica ogni fattore genera quello successivo. Quindi la Sincronia è la madre dei punti di forza Fattore F di cui ci occuperemo nel prossimo articolo.
Ora introduciamo gli altri fattori che come appare chiaro sono: F di Punti di forza, E di Energia R di Ritmo ed infine A di Attivazione.
SINCRONIA
IMMAGINARE + FARE
IMMAGINARE
Figurare nella mente; vedere con la mente, ideare, fingere, supporre, credere,pensare, presumere, stimare, congetturare, opinare, rappresentare con la fantasia, concepire con la fantasia.
FARE
Operare, agire, eseguire, produrre, creare, compiere, costruire, elaborare, generare, formare, fabbricare, mettere in atto, realizzare,esercitare, praticare.
Capiamo di essere in sincronia quando immaginare e fare coincide, quando le nostre azioni corrispondono ai nostri pensieri.
Allenarsi ad immaginare e percepire fisicamente ed emozionalmente (usando le submodalità, visiva uditiva e cinestesica) ci permette di affrontare successivamente la concretizzazione di tale azione in maniera più preparata e attenta.
Se immaginiamo i nostri gesti durante l’allenamento mentale possiamo farlo anche mentre li stiamo eseguendo, in questo modo mente e corpo saranno una cosa sola e non ci sarà differenza tra fare e immaginare. In tutto questo non rimarrà spazio per altri pensieri se non per quello che si sta eseguendo.
Nello sport l’immaginazione ideomotoria rientra nelle pratiche di allenamento degli atleti. L’allenamento ideomotorio risulta estremamente utile per aumentare la concentrazione nonché l’efficacia e la perfezione del gesto atletico. Nel momento di massima concentrazione lo sportivo è completamente assorto nel compito che dovrà eseguire, non ha pensieri distraenti, ma l’attenzione è interamente canalizzata sulla prestazione che sta eseguendo.
In sintesi.
Completamente presenti e concentrati sulla prestazione sportiva che si sta eseguendo, il gesto atletico corrisponde a quello che ci si figura mentalmente.
L’atleta appare in una dimensione altra, totalmente assorbita dal momento presente.
Immaginare
Vedere con l’occhio della mente.
Se mentalmente vedo solo quello che sto facendo è chiara la rappresentazione di quanto sto eseguendo.
Fare
Azione
Riproduco concretamente proprio quello che mi figuro in mente, eseguo il gesto cosi come lo vedo nella mia testa.
L'atelta dovrebbe sempre vivere nel presente, sul momento che sta vivendo, vivere il "il qui e ora" della sua prestazione, lasciando perdere giudizi e interpretazioni che lo portano lontano da quel momento.
Cosa favorisce la Sincronia:
Tutto ciò che permette all'atleta di prendere possesso del momento, dei materiali e dell'ambiente che costituiscono lo scenario di allenamento e gara.
Cosa disturba la Sincronia:
Non è possbile quando la mente genera illusioni. Cioè quando vi è attenzione a tempi e luoghi diversi, perdendo la corretta percezione delle sensazioni del presente. Perche avviene la separazione mente e corpo.
Se ci concentriamo sul futuro generiamo "Ansia" se ci concentriamo sul passato generiamo "Frustazione".
Cosa dirsi per incrementarla:
Il dialogo ipnotico basato sull'osservazione di se stessi e la scomposizione delle nostre azioni. Si possono anche usare certe frasi, esempio: "Sono in perfetta armonia con me stesso, con la natura, con gli altri e con l'ambiente circostante"
Ciò che è ancora importante dire è che ci sono 2 leggi che regolano la SFERA.
La 1° legge di cui ci occupiamo ora è la Legge di generazione. In pratica ogni fattore genera quello successivo. Quindi la Sincronia è la madre dei punti di forza Fattore F di cui ci occuperemo nel prossimo articolo.
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venerdì 25 marzo 2011
Vincere con la mente
Prima di cominciare a trattare il primo dei 5 fattori della sfera, dovrei incominciare a parlare proprio della sfera. Cos’è la SFERA?
La SFERA è il meccanismo mentale del campione!
La SFERA si basa su 5 fattori fondamentali, e sono raccolti appunto, nell’acronimo SFERA coniato da Giuseppe Vercelli noto psicologo dello sport. Giuseppe crede che la condizione mentale della massima prestazione si possa paragonare ad una sfera in quanto forma geometrica simbolo di perfezione.
Un atleta che si appresta a “vivere” una competizione non può aspettarsi di rivivere una situazione che ha già vissuto, però una delle caratteristiche del campione “è quella di vedere quello che gli altri non vedono”. Per questo motivo, un campione usa la percezione immaginativa per entrare in “Sincronia” con l’evento, cogliendo tutte le informazioni che si trovano sotto “soglia” rispetto alla normale percezione. Il campione entra in “Sincronia” con tutto ciò che lo circonda per vivere al meglio il momento presente, al di là delle aspettative create dalla sua mente!
Noi in quanto essere umani conosciamo il mondo attraverso i messaggi che i nostri sensi trasmettono al cervello.
“Il mondo è presente all’interno della nostra mente, la quale è all’interno del nostro mondo”.
In pratica siamo prigionieri del senso che abbiamo dato al”nostro mondo”: portandoci dietro i suoi limiti e le sue contraddizioni, le spiegazioni, le scoperte e le invenzioni.
Entrare nella SFERA della massima prestazione significa “costruire uno stato mentale che porti alla più funzionale rappresentazione della realtà”.
Entrare nella SFERA significa compiere un “rituale” di attivazione che agisce in 2 direzioni: 1° la costruzione di una metafora funzionale alla situazione, 2° l’attenzione sistematica ad uno o più fattori della sfera che diventano punti attrattori attorno ai quali si costruisce la massima prestazione. In pratica, il punto attrattore è il punto da cui si parte per definire la relazione con quello che seguirà!
L’entrata nella SFERA della massima prestazione è strettamente connessa alla capacità di autoregolarsi, di portarsi cioè nel migliore equilibrio psicofisico!
La SFERA è la struttura che connette l’atleta agli altri, alla natura, al movimento, alla competizione e alla vittoria!
Lo scrittore Richard Bach disse: “L’atleta vincente “ ha il senso dell’avventura che deve ancora venire, non il ricordo del passato come unico momento in cui ha vissuto”.
Tutte le componenti della SFERA sono qualità positive e desiderabili per raggiungere il max risultato possibile. Essere nella SFERA significa avere allo stesso tempo la percezione dei dettagli e la consapevolezza di tutto.
La SFERA è il meccanismo mentale del campione!
La SFERA si basa su 5 fattori fondamentali, e sono raccolti appunto, nell’acronimo SFERA coniato da Giuseppe Vercelli noto psicologo dello sport. Giuseppe crede che la condizione mentale della massima prestazione si possa paragonare ad una sfera in quanto forma geometrica simbolo di perfezione.
Un atleta che si appresta a “vivere” una competizione non può aspettarsi di rivivere una situazione che ha già vissuto, però una delle caratteristiche del campione “è quella di vedere quello che gli altri non vedono”. Per questo motivo, un campione usa la percezione immaginativa per entrare in “Sincronia” con l’evento, cogliendo tutte le informazioni che si trovano sotto “soglia” rispetto alla normale percezione. Il campione entra in “Sincronia” con tutto ciò che lo circonda per vivere al meglio il momento presente, al di là delle aspettative create dalla sua mente!
Noi in quanto essere umani conosciamo il mondo attraverso i messaggi che i nostri sensi trasmettono al cervello.
“Il mondo è presente all’interno della nostra mente, la quale è all’interno del nostro mondo”.
In pratica siamo prigionieri del senso che abbiamo dato al”nostro mondo”: portandoci dietro i suoi limiti e le sue contraddizioni, le spiegazioni, le scoperte e le invenzioni.
Entrare nella SFERA della massima prestazione significa “costruire uno stato mentale che porti alla più funzionale rappresentazione della realtà”.
Entrare nella SFERA significa compiere un “rituale” di attivazione che agisce in 2 direzioni: 1° la costruzione di una metafora funzionale alla situazione, 2° l’attenzione sistematica ad uno o più fattori della sfera che diventano punti attrattori attorno ai quali si costruisce la massima prestazione. In pratica, il punto attrattore è il punto da cui si parte per definire la relazione con quello che seguirà!
L’entrata nella SFERA della massima prestazione è strettamente connessa alla capacità di autoregolarsi, di portarsi cioè nel migliore equilibrio psicofisico!
La SFERA è la struttura che connette l’atleta agli altri, alla natura, al movimento, alla competizione e alla vittoria!
Lo scrittore Richard Bach disse: “L’atleta vincente “ ha il senso dell’avventura che deve ancora venire, non il ricordo del passato come unico momento in cui ha vissuto”.
Tutte le componenti della SFERA sono qualità positive e desiderabili per raggiungere il max risultato possibile. Essere nella SFERA significa avere allo stesso tempo la percezione dei dettagli e la consapevolezza di tutto.
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sabato 5 marzo 2011
Impara dai Campioni
Eccomi qua a scrivere dal Hotel Cosmos dove si tiene il corso di Livio Sgarbi "impara dai campioni". Livio è sempre un "animale da palcoscenico e visto che l'ultimo punto trattato è il divertimento ci siamo fatti delle grasse risate.
Abbiamo approfondito 6 punti:
1) Trarre insegnamento dalle sconfitte
2) Essere disposti a fare tutto ciò che occorre
3) Non accontentarsi mai (alzare sempre il tiro) e pensare in grande
4) Divertirsi
5) Sentirsi speciali
6) Essere consapevoli dei propri talenti
Ciò che ho fatto in questi due giorni è "svuotare la tazza" da tutte le mie certezze e consapevolezze per dare "spazio" a tutto ciò che mi poteva rimanere a livello personale.
Ogni cosa che imparo (e imparo sempre ogni giorno della mia vita) la applico prima su di me e poi sui miei atleti.
Ecco ciò che si è fissato nelle mia mente: I campioni perseverano ci credono e insistono tutti i giorni della loro vita! Se devi viaggiare e fare molta strada, se vuoi andare lontano, "viaggia leggero", a fine giornata vuota il tuo zaino, lascia andare, il passato è passato, perdona dimentica e lascia andare, viaggia leggero!
Bon voyage Campione!
Fulvio Pugliese
Vuoi approfondire questi argomenti in modo semplice?
Ti consiglio di leggere uno dei libri del mio amico Livio Sgarbi.
Ti avvicinerà al mondo del mental training.
Consigliatissimo
Abbiamo approfondito 6 punti:
1) Trarre insegnamento dalle sconfitte
2) Essere disposti a fare tutto ciò che occorre
3) Non accontentarsi mai (alzare sempre il tiro) e pensare in grande
4) Divertirsi
5) Sentirsi speciali
6) Essere consapevoli dei propri talenti
Ciò che ho fatto in questi due giorni è "svuotare la tazza" da tutte le mie certezze e consapevolezze per dare "spazio" a tutto ciò che mi poteva rimanere a livello personale.
Ogni cosa che imparo (e imparo sempre ogni giorno della mia vita) la applico prima su di me e poi sui miei atleti.
Ecco ciò che si è fissato nelle mia mente: I campioni perseverano ci credono e insistono tutti i giorni della loro vita! Se devi viaggiare e fare molta strada, se vuoi andare lontano, "viaggia leggero", a fine giornata vuota il tuo zaino, lascia andare, il passato è passato, perdona dimentica e lascia andare, viaggia leggero!
Bon voyage Campione!
Fulvio Pugliese
Vuoi approfondire questi argomenti in modo semplice?
Ti consiglio di leggere uno dei libri del mio amico Livio Sgarbi.
Ti avvicinerà al mondo del mental training.
Consigliatissimo
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giovedì 3 marzo 2011
Mente conscia e mente inconscia!
Mente conscia | Mente inconscia |
Può elaborare da 5 a 9 informazioni per volta | Può elaborare fino a 2.300.000 elementi di informazione contemporaneamente |
Pensiero sequenziale | Pensiero simultaneo |
Logica | Intuizione e associazione |
Lineare (causa-effetto) | Cibernetica (arte del controllo) |
Pensiero (esperienza secondaria) | Sensazione (esperienza primaria) |
Veglia | Sonno, sogno, trance |
Movimenti volontari | Movimenti volontari |
Consapevolezza del presente | Memoria storica |
Comunicazione verbale | Comunicazione non verbale |
Analisi | Sintesi |
Cerca di risolvere i problemi | Conosce le soluzioni |
Elabora le informazioni circa mezzo secondo dopo l’evento | Elabora le informazioni in tempo reale prima che l’evento diventi consapevole |
Con questo semplice specchietto possiamo capire perché la nostra mente
inconscia "deve" collaborare con quella conscia. Appare evidente come
la max performance personale può arrivare solo da una collaborazione
tra le due "menti".
La mente inconscia, infatti, è considerata in psicologia costruttivista
un potente alleato.
A mio avviso, stiamo parlando dell'istinto che il campione ha ed il mediocre no.
La capacità di percepire come "muoversi" prima di analizzarlo, la capacità di
vedere "oltre" e comprendere la grande occasione e/o di vedere l'opportunità
dove gli altri vedono il problema!
Il bello è che questo si può imparare, e che con costanza e allenamento si può
entrare nelle mente dei campioni e fare "Modeling".
http://www.liviosgarbi.com/imparadaicampioni/
Fulvio Pugliese
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