Il blog di Fulvio Pugliese, coach, mental trainer, allenatore, preparatore atletico, GET (global educational trainer). Articoli, novità, consigli e recensioni di libri su coaching e mental trainig.
lunedì 8 agosto 2011
venerdì 17 giugno 2011
Corpo-mente-spirito
Non puoi lavorare su una e tralasciare l’altra. Semplicemente non funziona.
Per capire questo punto faccio uso di una metafora:
Abbiamo tre contenitori: nel primo c’è dell’acqua, nel secondo c’è del ghiaccio, nel terzo c’è del vapore. Di cosa stiamo parlando? Di noi stessi.
Tre aspetti della stessa cosa.
Ora tutti sappiamo cos’è l’acqua e sappiamo anche che se la raffreddiamo otterremo ghiaccio, quindi sempre acqua solo più fredda, ma sappiamo anche che se la riscaldiamo oltre una certa temperatura otterremo del vapore; ma è sempre acqua solo più calda.
Ora l’acqua è la nostra mente, il ghiaccio è il nostro corpo, il vapore è il nostro spirito.
Non mi soffermo sullo spirito sarebbe troppo lungo e non indicato in questo contesto per quanto sia tutto collegato. Ma parliamo di corpo e mente, acqua e ghiaccio.
Possiamo modificare uno senza ottenere dei risultati (positivi o negativi) nell’altro? No, non possiamo farlo.
Se i ghiaccioli che troviamo sono sporchi di rosso ( il nostro corpo) possiamo deciderli di eliminarli, ma dopo poco ne troveremo altri e cosi via. E inutile eliminare i ghiaccioli sporchi perche è l’acqua (la nostra mente) che è sporca di rosso. Possiamo continuare tutta la vita a gettar via ghiaccioli sporchi ma non otterremo nulla. Dobbiamo ripulire l’acqua, ripulire l’acqua, ripulire l’acqua.
Quindi lavora sulla tua mente, lavora su quello che credi, lavora dall’interno per ottenere pulizia all’esterno.
Uno dei modi per farlo è rivolgerti ad un Mental Coach come me, e farti aiutare, in ogni campo, sport-life-business.
Per capire questo punto faccio uso di una metafora:
Abbiamo tre contenitori: nel primo c’è dell’acqua, nel secondo c’è del ghiaccio, nel terzo c’è del vapore. Di cosa stiamo parlando? Di noi stessi.
Tre aspetti della stessa cosa.
Ora tutti sappiamo cos’è l’acqua e sappiamo anche che se la raffreddiamo otterremo ghiaccio, quindi sempre acqua solo più fredda, ma sappiamo anche che se la riscaldiamo oltre una certa temperatura otterremo del vapore; ma è sempre acqua solo più calda.
Ora l’acqua è la nostra mente, il ghiaccio è il nostro corpo, il vapore è il nostro spirito.
Non mi soffermo sullo spirito sarebbe troppo lungo e non indicato in questo contesto per quanto sia tutto collegato. Ma parliamo di corpo e mente, acqua e ghiaccio.
Possiamo modificare uno senza ottenere dei risultati (positivi o negativi) nell’altro? No, non possiamo farlo.
Se i ghiaccioli che troviamo sono sporchi di rosso ( il nostro corpo) possiamo deciderli di eliminarli, ma dopo poco ne troveremo altri e cosi via. E inutile eliminare i ghiaccioli sporchi perche è l’acqua (la nostra mente) che è sporca di rosso. Possiamo continuare tutta la vita a gettar via ghiaccioli sporchi ma non otterremo nulla. Dobbiamo ripulire l’acqua, ripulire l’acqua, ripulire l’acqua.
Quindi lavora sulla tua mente, lavora su quello che credi, lavora dall’interno per ottenere pulizia all’esterno.
Uno dei modi per farlo è rivolgerti ad un Mental Coach come me, e farti aiutare, in ogni campo, sport-life-business.
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mercoledì 15 giugno 2011
Cycling Pro
Notizia interessante a pag. 16 di Cycling Pro, nella rubrica cycling lab dal titolo: "Quelle piccole bugie che migliorano la prestazione a cronometro quando caldo e umidità sono alle stelle"
E qui vi si legge: Un ciclista evoluto sta disputando una cronometro in un clima caldo e umidissimo e, ovviamente, si sente parecchio a disagio.
Il suo direttore sportivo, a bordo dell'ammiraglia mente clamorosamente e gli comunica che la temperatura è di soli 26 gradi (invece che di 32) e che l'umidità è piu bassa del normale. Cosa succede al comportamento del cronoman? Una bugia del genere crea una minor sensazione di fatica percepita e permette di migliorare la performance fino al 10 % in termini di potenza erogata riallineandola a quella effettuabile in condizione di temperatura normali. Insomma, la bugia migliora la prestazione "creando una sorte di confusione tra le aspettative del subconscio e la percezione conscia dell'impegno richiesto" Chi l'avrebbe detto?
Certamente l'avremmo detto noi esperti di psicologia sportiva. Non è una novità in quanto il limite di fatica sopportabile da un atleta è una condizione mentale e non fisica. In altre parole non conta la realtà, ma la realtà percepita. In altre parole ancora, la realtà non esiste, esiste solo ciò che credo e la connessione mente - corpo mi permette di vivere ciò che credo vero.
In Pnl l'assioma è: la mappa non è il territorio. Ma andrei oltre: non esiste territorio se non esiste una mappa.
Ed io posso lavorare sulla mia mappa a livello inconscio e modificarla.
Bello vero? Come posso farlo?
In molti modi: l'ipnosi è uno di questi. Il miglioramento dell'autoefficacia (o punti di forza) è un altra. Il focus mirato è un altra ancora.
Il mental coaching è una realtà dei nostri giorni. Un buon psicologo sportivo può, e deve mettere in condizione l'atleta di imparare a gestire la condizione mentale in maniera autonoma. Il mental training entra sempre piu prepotentemente nell'allenamento dei ciclisti come di tutti gli atleti di ogni sport.
E qui vi si legge: Un ciclista evoluto sta disputando una cronometro in un clima caldo e umidissimo e, ovviamente, si sente parecchio a disagio.
Il suo direttore sportivo, a bordo dell'ammiraglia mente clamorosamente e gli comunica che la temperatura è di soli 26 gradi (invece che di 32) e che l'umidità è piu bassa del normale. Cosa succede al comportamento del cronoman? Una bugia del genere crea una minor sensazione di fatica percepita e permette di migliorare la performance fino al 10 % in termini di potenza erogata riallineandola a quella effettuabile in condizione di temperatura normali. Insomma, la bugia migliora la prestazione "creando una sorte di confusione tra le aspettative del subconscio e la percezione conscia dell'impegno richiesto" Chi l'avrebbe detto?
Certamente l'avremmo detto noi esperti di psicologia sportiva. Non è una novità in quanto il limite di fatica sopportabile da un atleta è una condizione mentale e non fisica. In altre parole non conta la realtà, ma la realtà percepita. In altre parole ancora, la realtà non esiste, esiste solo ciò che credo e la connessione mente - corpo mi permette di vivere ciò che credo vero.
In Pnl l'assioma è: la mappa non è il territorio. Ma andrei oltre: non esiste territorio se non esiste una mappa.
Ed io posso lavorare sulla mia mappa a livello inconscio e modificarla.
Bello vero? Come posso farlo?
In molti modi: l'ipnosi è uno di questi. Il miglioramento dell'autoefficacia (o punti di forza) è un altra. Il focus mirato è un altra ancora.
Il mental coaching è una realtà dei nostri giorni. Un buon psicologo sportivo può, e deve mettere in condizione l'atleta di imparare a gestire la condizione mentale in maniera autonoma. Il mental training entra sempre piu prepotentemente nell'allenamento dei ciclisti come di tutti gli atleti di ogni sport.
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mercoledì 4 maggio 2011
mercoledì 20 aprile 2011
Sincronia
Riprendiamo a parlare dell’acronimo SFERA. Abbiamo già accennato al primo fattore cioè la Sincronia, nel mio ultimo intervento su questo blog nell'articolo: “Vincere con la mente”.
Ora introduciamo gli altri fattori che come appare chiaro sono: F di Punti di forza, E di Energia R di Ritmo ed infine A di Attivazione.
SINCRONIA
IMMAGINARE + FARE
IMMAGINARE
Figurare nella mente; vedere con la mente, ideare, fingere, supporre, credere,pensare, presumere, stimare, congetturare, opinare, rappresentare con la fantasia, concepire con la fantasia.
FARE
Operare, agire, eseguire, produrre, creare, compiere, costruire, elaborare, generare, formare, fabbricare, mettere in atto, realizzare,esercitare, praticare.
Capiamo di essere in sincronia quando immaginare e fare coincide, quando le nostre azioni corrispondono ai nostri pensieri.
Allenarsi ad immaginare e percepire fisicamente ed emozionalmente (usando le submodalità, visiva uditiva e cinestesica) ci permette di affrontare successivamente la concretizzazione di tale azione in maniera più preparata e attenta.
Se immaginiamo i nostri gesti durante l’allenamento mentale possiamo farlo anche mentre li stiamo eseguendo, in questo modo mente e corpo saranno una cosa sola e non ci sarà differenza tra fare e immaginare. In tutto questo non rimarrà spazio per altri pensieri se non per quello che si sta eseguendo.
Nello sport l’immaginazione ideomotoria rientra nelle pratiche di allenamento degli atleti. L’allenamento ideomotorio risulta estremamente utile per aumentare la concentrazione nonché l’efficacia e la perfezione del gesto atletico. Nel momento di massima concentrazione lo sportivo è completamente assorto nel compito che dovrà eseguire, non ha pensieri distraenti, ma l’attenzione è interamente canalizzata sulla prestazione che sta eseguendo.
In sintesi.
Completamente presenti e concentrati sulla prestazione sportiva che si sta eseguendo, il gesto atletico corrisponde a quello che ci si figura mentalmente.
L’atleta appare in una dimensione altra, totalmente assorbita dal momento presente.
Immaginare
Vedere con l’occhio della mente.
Se mentalmente vedo solo quello che sto facendo è chiara la rappresentazione di quanto sto eseguendo.
Fare
Azione
Riproduco concretamente proprio quello che mi figuro in mente, eseguo il gesto cosi come lo vedo nella mia testa.
L'atelta dovrebbe sempre vivere nel presente, sul momento che sta vivendo, vivere il "il qui e ora" della sua prestazione, lasciando perdere giudizi e interpretazioni che lo portano lontano da quel momento.
Cosa favorisce la Sincronia:
Tutto ciò che permette all'atleta di prendere possesso del momento, dei materiali e dell'ambiente che costituiscono lo scenario di allenamento e gara.
Cosa disturba la Sincronia:
Non è possbile quando la mente genera illusioni. Cioè quando vi è attenzione a tempi e luoghi diversi, perdendo la corretta percezione delle sensazioni del presente. Perche avviene la separazione mente e corpo.
Se ci concentriamo sul futuro generiamo "Ansia" se ci concentriamo sul passato generiamo "Frustazione".
Cosa dirsi per incrementarla:
Il dialogo ipnotico basato sull'osservazione di se stessi e la scomposizione delle nostre azioni. Si possono anche usare certe frasi, esempio: "Sono in perfetta armonia con me stesso, con la natura, con gli altri e con l'ambiente circostante"
Ciò che è ancora importante dire è che ci sono 2 leggi che regolano la SFERA.
La 1° legge di cui ci occupiamo ora è la Legge di generazione. In pratica ogni fattore genera quello successivo. Quindi la Sincronia è la madre dei punti di forza Fattore F di cui ci occuperemo nel prossimo articolo.
Ora introduciamo gli altri fattori che come appare chiaro sono: F di Punti di forza, E di Energia R di Ritmo ed infine A di Attivazione.
SINCRONIA
IMMAGINARE + FARE
IMMAGINARE
Figurare nella mente; vedere con la mente, ideare, fingere, supporre, credere,pensare, presumere, stimare, congetturare, opinare, rappresentare con la fantasia, concepire con la fantasia.
FARE
Operare, agire, eseguire, produrre, creare, compiere, costruire, elaborare, generare, formare, fabbricare, mettere in atto, realizzare,esercitare, praticare.
Capiamo di essere in sincronia quando immaginare e fare coincide, quando le nostre azioni corrispondono ai nostri pensieri.
Allenarsi ad immaginare e percepire fisicamente ed emozionalmente (usando le submodalità, visiva uditiva e cinestesica) ci permette di affrontare successivamente la concretizzazione di tale azione in maniera più preparata e attenta.
Se immaginiamo i nostri gesti durante l’allenamento mentale possiamo farlo anche mentre li stiamo eseguendo, in questo modo mente e corpo saranno una cosa sola e non ci sarà differenza tra fare e immaginare. In tutto questo non rimarrà spazio per altri pensieri se non per quello che si sta eseguendo.
Nello sport l’immaginazione ideomotoria rientra nelle pratiche di allenamento degli atleti. L’allenamento ideomotorio risulta estremamente utile per aumentare la concentrazione nonché l’efficacia e la perfezione del gesto atletico. Nel momento di massima concentrazione lo sportivo è completamente assorto nel compito che dovrà eseguire, non ha pensieri distraenti, ma l’attenzione è interamente canalizzata sulla prestazione che sta eseguendo.
In sintesi.
Completamente presenti e concentrati sulla prestazione sportiva che si sta eseguendo, il gesto atletico corrisponde a quello che ci si figura mentalmente.
L’atleta appare in una dimensione altra, totalmente assorbita dal momento presente.
Immaginare
Vedere con l’occhio della mente.
Se mentalmente vedo solo quello che sto facendo è chiara la rappresentazione di quanto sto eseguendo.
Fare
Azione
Riproduco concretamente proprio quello che mi figuro in mente, eseguo il gesto cosi come lo vedo nella mia testa.
L'atelta dovrebbe sempre vivere nel presente, sul momento che sta vivendo, vivere il "il qui e ora" della sua prestazione, lasciando perdere giudizi e interpretazioni che lo portano lontano da quel momento.
Cosa favorisce la Sincronia:
Tutto ciò che permette all'atleta di prendere possesso del momento, dei materiali e dell'ambiente che costituiscono lo scenario di allenamento e gara.
Cosa disturba la Sincronia:
Non è possbile quando la mente genera illusioni. Cioè quando vi è attenzione a tempi e luoghi diversi, perdendo la corretta percezione delle sensazioni del presente. Perche avviene la separazione mente e corpo.
Se ci concentriamo sul futuro generiamo "Ansia" se ci concentriamo sul passato generiamo "Frustazione".
Cosa dirsi per incrementarla:
Il dialogo ipnotico basato sull'osservazione di se stessi e la scomposizione delle nostre azioni. Si possono anche usare certe frasi, esempio: "Sono in perfetta armonia con me stesso, con la natura, con gli altri e con l'ambiente circostante"
Ciò che è ancora importante dire è che ci sono 2 leggi che regolano la SFERA.
La 1° legge di cui ci occupiamo ora è la Legge di generazione. In pratica ogni fattore genera quello successivo. Quindi la Sincronia è la madre dei punti di forza Fattore F di cui ci occuperemo nel prossimo articolo.
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lunedì 28 marzo 2011
Il respiro di Max Damioli
Giornata pazzesca ieri alla giornata esperenziale di respiro che in realtà si intitola: “Respira a fondo, Ridi di gusto” che si è tenuta a Trieste.
Conoscevo Max Damioli il “facilitatore” (come lo chiamano alla scuola Skills di respiro) nonché fondatore della scuola Skills solo per telefono e mail, avevo sentito parlare di Max da Beppe Vercelli di Psycosport (Isef, Torino) con cui collabora; ma conoscerlo di persona è stato in qualche modo divertente e illuminante nello stesso tempo. http://www.damioli.net/
Soprattutto la giornata di respiro è stata illuminante. Stamattina ripetendo la tecnica appena sveglio per soli 3-4 minuti (ma ne bastano 2) mi sono ritrovato a farmi la colazione ridendo di gusto, e giuro non so il perche. Semplicemente avevo voglia di ridere. Certamente il respiro è la “droga” legale e sana più potente che io (ora) conosca!
Ma torniamo a ieri, questa è stata la mia esperienza soggettiva: dopo una serie di piccoli test e prove di respiro, dopo l’analisi del respiro che Max ha eseguito su ognuno di noi, si arriva al momento clou della giornata. Max ci spiega che quello che arriverà sarà un treno in corsa e che noi saremo davanti alla galleria, lo vedremo arrivare e potremmo solo fare due cose “tenere duro e cercare di fermarlo o farci passare attraverso come se fossimo un fantasma”. Ovviamente la seconda opportunità è quella da tenere la prima non paga! Ci raccomanda di continuare a respirare qualunque cosa succeda, anche se il cielo si apre e vedete il vostro Dio scendere o qualunque altra cosa. Un po’ preoccupato lo sono, certamente!
Incomincia la sessione, respiro, respiro, respiro: il mio dialogo interno sta dicendo “non ho paura di te, qualunque cosa tu sia e qualunque cosa tu voglia farmi, non ho paura di te, ti aspetto sono qua. Arriva il treno, le mia mani si tetanizzano, le mie gambe si bloccano, mi si alza il labro superiore e m’immagino a terra in quello stato (che io non riesco naturalmente a vedere). Rido e piango nello stesso tempo, con la bocca paralizzata sto ridendo in una strana smorfia e sento scendere le lacrime sulle mie guance. Devo essere pauroso, faccio fatica a tenere aperta la bocca perche ho il viso paralizzato, ma continuo a ripetere, tutto qua tutto qua, puoi fare di meglio (non ho idea con chi stessi parlando), è il meglio arriva! Sto soffrendo veramente, cerco di dire a Max che sto malissimo, ma faccio fatica anche solo a sussurrare, e lui mi mette un naso da pagliaccio e mi dice che io sono un “duro” che quello che mi sta succedendo non è nulla, è solo “un illusione” e basta che mi rilassi, continua a respirare e passerà!
Ad un certo punto mollo, non nel senso che mollo di respirare, solo il mio dialogo interno dice: ok hai vinto fa male, mollo, dimmi cosa devo fare, hai vinto! E il dolore passa, passa quasi subito, anche se resto completamente bloccato. Arriva il bello, mi ritrovo in un posto meraviglioso, sono nell’acqua è calda e c’è un tramonto bellissimo, poi sono sott’acqua ma respiro, poi indietro nel tempo e il posto dove vado non ve lo dico, è e rimarrà una cosa personale, ma sto benissimo ed il relax e totale! E finita la sessione, ho respirato per un’ ora (1 ora) e non me ne sono accorto, è passato molto veloce devo essere stato in una trance profonda ed il tempo non esisteva più. Comincio a muovere le dita dei piedi poi provo con le mani, sono ancora in tetania, ma mi sciolgo piano piano. Sto bene ed è finita, mi dispiace. Vedo visi stralunati gente attorno a me che mi guarda stupefatta con il viso radioso. Tutto questo è molto “strano” ma come dice Max “normale non esiste”.Ognuno ha la sua mappa il suo mondo che per lui è normale!
Siamo tutti felici e soddisfatti di aver fatto questa esperienza, chi per un motivo chi per un altro. Chi userà quello che ha imparato per migliorare la sua vita, chi anche per migliorare il suo essere “atleta” le sue prestazioni sportive, miglior ossigenazione miglior smaltimento dell’acido lattico, recuperi post gara e allenamento più veloci ecc.
Il bello è che ognuno di noi potrà replicarlo nella propria casa, da solo o in compagnia. Ultime raccomandazioni di Max: mai in acqua senza una persona che vi assista, mai alla guida della propria macchina ecc. Infine ci dice: stasera per chi farà sesso sarà uno spettacolo e dormirete come non avete mai dormito prima. La cosa mi piace!
Stamattina dopo i miei 3-4 minuti di respiro e la colazione eccomi qua a scrivere la mia esperienza.
Prossime giornate di respiro? Porterò Max a Trento, preparatevi non mancate ve lo consiglio di cuore e se nel frattempo volete approfondire, leggete il suo libro.
Conoscevo Max Damioli il “facilitatore” (come lo chiamano alla scuola Skills di respiro) nonché fondatore della scuola Skills solo per telefono e mail, avevo sentito parlare di Max da Beppe Vercelli di Psycosport (Isef, Torino) con cui collabora; ma conoscerlo di persona è stato in qualche modo divertente e illuminante nello stesso tempo. http://www.damioli.net/
Soprattutto la giornata di respiro è stata illuminante. Stamattina ripetendo la tecnica appena sveglio per soli 3-4 minuti (ma ne bastano 2) mi sono ritrovato a farmi la colazione ridendo di gusto, e giuro non so il perche. Semplicemente avevo voglia di ridere. Certamente il respiro è la “droga” legale e sana più potente che io (ora) conosca!
Ma torniamo a ieri, questa è stata la mia esperienza soggettiva: dopo una serie di piccoli test e prove di respiro, dopo l’analisi del respiro che Max ha eseguito su ognuno di noi, si arriva al momento clou della giornata. Max ci spiega che quello che arriverà sarà un treno in corsa e che noi saremo davanti alla galleria, lo vedremo arrivare e potremmo solo fare due cose “tenere duro e cercare di fermarlo o farci passare attraverso come se fossimo un fantasma”. Ovviamente la seconda opportunità è quella da tenere la prima non paga! Ci raccomanda di continuare a respirare qualunque cosa succeda, anche se il cielo si apre e vedete il vostro Dio scendere o qualunque altra cosa. Un po’ preoccupato lo sono, certamente!
Incomincia la sessione, respiro, respiro, respiro: il mio dialogo interno sta dicendo “non ho paura di te, qualunque cosa tu sia e qualunque cosa tu voglia farmi, non ho paura di te, ti aspetto sono qua. Arriva il treno, le mia mani si tetanizzano, le mie gambe si bloccano, mi si alza il labro superiore e m’immagino a terra in quello stato (che io non riesco naturalmente a vedere). Rido e piango nello stesso tempo, con la bocca paralizzata sto ridendo in una strana smorfia e sento scendere le lacrime sulle mie guance. Devo essere pauroso, faccio fatica a tenere aperta la bocca perche ho il viso paralizzato, ma continuo a ripetere, tutto qua tutto qua, puoi fare di meglio (non ho idea con chi stessi parlando), è il meglio arriva! Sto soffrendo veramente, cerco di dire a Max che sto malissimo, ma faccio fatica anche solo a sussurrare, e lui mi mette un naso da pagliaccio e mi dice che io sono un “duro” che quello che mi sta succedendo non è nulla, è solo “un illusione” e basta che mi rilassi, continua a respirare e passerà!
Ad un certo punto mollo, non nel senso che mollo di respirare, solo il mio dialogo interno dice: ok hai vinto fa male, mollo, dimmi cosa devo fare, hai vinto! E il dolore passa, passa quasi subito, anche se resto completamente bloccato. Arriva il bello, mi ritrovo in un posto meraviglioso, sono nell’acqua è calda e c’è un tramonto bellissimo, poi sono sott’acqua ma respiro, poi indietro nel tempo e il posto dove vado non ve lo dico, è e rimarrà una cosa personale, ma sto benissimo ed il relax e totale! E finita la sessione, ho respirato per un’ ora (1 ora) e non me ne sono accorto, è passato molto veloce devo essere stato in una trance profonda ed il tempo non esisteva più. Comincio a muovere le dita dei piedi poi provo con le mani, sono ancora in tetania, ma mi sciolgo piano piano. Sto bene ed è finita, mi dispiace. Vedo visi stralunati gente attorno a me che mi guarda stupefatta con il viso radioso. Tutto questo è molto “strano” ma come dice Max “normale non esiste”.Ognuno ha la sua mappa il suo mondo che per lui è normale!
Siamo tutti felici e soddisfatti di aver fatto questa esperienza, chi per un motivo chi per un altro. Chi userà quello che ha imparato per migliorare la sua vita, chi anche per migliorare il suo essere “atleta” le sue prestazioni sportive, miglior ossigenazione miglior smaltimento dell’acido lattico, recuperi post gara e allenamento più veloci ecc.
Il bello è che ognuno di noi potrà replicarlo nella propria casa, da solo o in compagnia. Ultime raccomandazioni di Max: mai in acqua senza una persona che vi assista, mai alla guida della propria macchina ecc. Infine ci dice: stasera per chi farà sesso sarà uno spettacolo e dormirete come non avete mai dormito prima. La cosa mi piace!
Stamattina dopo i miei 3-4 minuti di respiro e la colazione eccomi qua a scrivere la mia esperienza.
Prossime giornate di respiro? Porterò Max a Trento, preparatevi non mancate ve lo consiglio di cuore e se nel frattempo volete approfondire, leggete il suo libro.
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venerdì 25 marzo 2011
Vincere con la mente
Prima di cominciare a trattare il primo dei 5 fattori della sfera, dovrei incominciare a parlare proprio della sfera. Cos’è la SFERA?
La SFERA è il meccanismo mentale del campione!
La SFERA si basa su 5 fattori fondamentali, e sono raccolti appunto, nell’acronimo SFERA coniato da Giuseppe Vercelli noto psicologo dello sport. Giuseppe crede che la condizione mentale della massima prestazione si possa paragonare ad una sfera in quanto forma geometrica simbolo di perfezione.
Un atleta che si appresta a “vivere” una competizione non può aspettarsi di rivivere una situazione che ha già vissuto, però una delle caratteristiche del campione “è quella di vedere quello che gli altri non vedono”. Per questo motivo, un campione usa la percezione immaginativa per entrare in “Sincronia” con l’evento, cogliendo tutte le informazioni che si trovano sotto “soglia” rispetto alla normale percezione. Il campione entra in “Sincronia” con tutto ciò che lo circonda per vivere al meglio il momento presente, al di là delle aspettative create dalla sua mente!
Noi in quanto essere umani conosciamo il mondo attraverso i messaggi che i nostri sensi trasmettono al cervello.
“Il mondo è presente all’interno della nostra mente, la quale è all’interno del nostro mondo”.
In pratica siamo prigionieri del senso che abbiamo dato al”nostro mondo”: portandoci dietro i suoi limiti e le sue contraddizioni, le spiegazioni, le scoperte e le invenzioni.
Entrare nella SFERA della massima prestazione significa “costruire uno stato mentale che porti alla più funzionale rappresentazione della realtà”.
Entrare nella SFERA significa compiere un “rituale” di attivazione che agisce in 2 direzioni: 1° la costruzione di una metafora funzionale alla situazione, 2° l’attenzione sistematica ad uno o più fattori della sfera che diventano punti attrattori attorno ai quali si costruisce la massima prestazione. In pratica, il punto attrattore è il punto da cui si parte per definire la relazione con quello che seguirà!
L’entrata nella SFERA della massima prestazione è strettamente connessa alla capacità di autoregolarsi, di portarsi cioè nel migliore equilibrio psicofisico!
La SFERA è la struttura che connette l’atleta agli altri, alla natura, al movimento, alla competizione e alla vittoria!
Lo scrittore Richard Bach disse: “L’atleta vincente “ ha il senso dell’avventura che deve ancora venire, non il ricordo del passato come unico momento in cui ha vissuto”.
Tutte le componenti della SFERA sono qualità positive e desiderabili per raggiungere il max risultato possibile. Essere nella SFERA significa avere allo stesso tempo la percezione dei dettagli e la consapevolezza di tutto.
La SFERA è il meccanismo mentale del campione!
La SFERA si basa su 5 fattori fondamentali, e sono raccolti appunto, nell’acronimo SFERA coniato da Giuseppe Vercelli noto psicologo dello sport. Giuseppe crede che la condizione mentale della massima prestazione si possa paragonare ad una sfera in quanto forma geometrica simbolo di perfezione.
Un atleta che si appresta a “vivere” una competizione non può aspettarsi di rivivere una situazione che ha già vissuto, però una delle caratteristiche del campione “è quella di vedere quello che gli altri non vedono”. Per questo motivo, un campione usa la percezione immaginativa per entrare in “Sincronia” con l’evento, cogliendo tutte le informazioni che si trovano sotto “soglia” rispetto alla normale percezione. Il campione entra in “Sincronia” con tutto ciò che lo circonda per vivere al meglio il momento presente, al di là delle aspettative create dalla sua mente!
Noi in quanto essere umani conosciamo il mondo attraverso i messaggi che i nostri sensi trasmettono al cervello.
“Il mondo è presente all’interno della nostra mente, la quale è all’interno del nostro mondo”.
In pratica siamo prigionieri del senso che abbiamo dato al”nostro mondo”: portandoci dietro i suoi limiti e le sue contraddizioni, le spiegazioni, le scoperte e le invenzioni.
Entrare nella SFERA della massima prestazione significa “costruire uno stato mentale che porti alla più funzionale rappresentazione della realtà”.
Entrare nella SFERA significa compiere un “rituale” di attivazione che agisce in 2 direzioni: 1° la costruzione di una metafora funzionale alla situazione, 2° l’attenzione sistematica ad uno o più fattori della sfera che diventano punti attrattori attorno ai quali si costruisce la massima prestazione. In pratica, il punto attrattore è il punto da cui si parte per definire la relazione con quello che seguirà!
L’entrata nella SFERA della massima prestazione è strettamente connessa alla capacità di autoregolarsi, di portarsi cioè nel migliore equilibrio psicofisico!
La SFERA è la struttura che connette l’atleta agli altri, alla natura, al movimento, alla competizione e alla vittoria!
Lo scrittore Richard Bach disse: “L’atleta vincente “ ha il senso dell’avventura che deve ancora venire, non il ricordo del passato come unico momento in cui ha vissuto”.
Tutte le componenti della SFERA sono qualità positive e desiderabili per raggiungere il max risultato possibile. Essere nella SFERA significa avere allo stesso tempo la percezione dei dettagli e la consapevolezza di tutto.
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