mercoledì 20 aprile 2011

Sincronia

Riprendiamo a parlare dell’acronimo SFERA. Abbiamo già accennato al primo fattore cioè la Sincronia, nel mio ultimo intervento su questo blog nell'articolo: “Vincere con la mente”.

Ora introduciamo gli altri fattori che come appare chiaro sono: F di Punti di forza, E di Energia R di Ritmo ed infine A di Attivazione.

SINCRONIA

IMMAGINARE + FARE

IMMAGINARE
Figurare nella mente; vedere con la mente, ideare, fingere, supporre, credere,pensare, presumere, stimare, congetturare, opinare, rappresentare con la fantasia, concepire con la fantasia.

FARE

Operare, agire, eseguire, produrre, creare, compiere, costruire, elaborare, generare, formare, fabbricare, mettere in atto, realizzare,esercitare, praticare.

Capiamo di essere in sincronia quando immaginare e fare coincide, quando le nostre azioni corrispondono ai nostri pensieri.
Allenarsi ad immaginare e percepire fisicamente ed emozionalmente (usando le submodalità, visiva uditiva e cinestesica) ci permette di affrontare successivamente la concretizzazione di tale azione in maniera più preparata e attenta.
Se immaginiamo i nostri gesti durante l’allenamento mentale possiamo farlo anche mentre li stiamo eseguendo, in questo modo mente e corpo saranno una cosa sola e non ci sarà differenza tra fare e immaginare. In tutto questo non rimarrà spazio per altri pensieri se non per quello che si sta eseguendo.
Nello sport l’immaginazione ideomotoria rientra nelle pratiche di allenamento degli atleti. L’allenamento ideomotorio risulta estremamente utile per aumentare la concentrazione nonché l’efficacia e la perfezione del gesto atletico. Nel momento di massima concentrazione lo sportivo è completamente assorto nel compito che dovrà eseguire, non ha pensieri distraenti, ma l’attenzione è interamente canalizzata sulla prestazione che sta eseguendo.

In sintesi.

Completamente presenti e concentrati sulla prestazione sportiva che si sta eseguendo, il gesto atletico corrisponde a quello che ci si figura mentalmente.

L’atleta appare in una dimensione altra, totalmente assorbita dal momento presente.

Immaginare

Vedere con l’occhio della mente.
Se mentalmente vedo solo quello che sto facendo è chiara la rappresentazione di quanto sto eseguendo.

Fare
Azione
Riproduco concretamente proprio quello che mi figuro in mente, eseguo il gesto cosi come lo vedo nella mia testa.

L'atelta dovrebbe sempre vivere nel presente, sul momento che sta vivendo, vivere il "il qui e ora" della sua prestazione, lasciando perdere giudizi e interpretazioni che lo portano lontano da quel momento.

Cosa favorisce la Sincronia:
Tutto ciò che permette all'atleta di prendere possesso del momento, dei materiali e dell'ambiente che costituiscono lo scenario di allenamento e gara.

Cosa disturba la Sincronia:

Non è possbile quando la mente genera illusioni. Cioè quando vi è attenzione a tempi e luoghi diversi, perdendo la corretta percezione delle sensazioni del presente. Perche avviene la separazione mente e corpo.
Se ci concentriamo sul futuro generiamo "Ansia" se ci concentriamo sul passato generiamo "Frustazione".

Cosa dirsi per incrementarla:

Il dialogo ipnotico basato sull'osservazione di se stessi e la scomposizione delle nostre azioni. Si possono anche usare certe frasi, esempio: "Sono in perfetta armonia con me stesso, con la natura, con gli altri e con l'ambiente circostante"

Ciò che è ancora importante dire è che ci sono 2 leggi che regolano la SFERA.
La 1° legge di cui ci occupiamo ora è la Legge di generazione. In pratica ogni fattore genera quello successivo. Quindi la Sincronia è la madre dei punti di forza Fattore F di cui ci occuperemo nel prossimo articolo.

L'Intelligenza Agonistica

lunedì 28 marzo 2011

Il respiro di Max Damioli

Giornata pazzesca ieri alla giornata esperenziale di respiro che in realtà si intitola: “Respira a fondo, Ridi di gusto” che si è tenuta a Trieste.
Conoscevo Max Damioli il “facilitatore” (come lo chiamano alla scuola Skills di respiro) nonché fondatore della scuola Skills solo per telefono e mail, avevo sentito parlare di Max da Beppe Vercelli di Psycosport (Isef, Torino) con cui collabora; ma conoscerlo di persona è stato in qualche modo divertente e illuminante nello stesso tempo. http://www.damioli.net/

Soprattutto la giornata di respiro è stata illuminante. Stamattina ripetendo la tecnica appena sveglio per soli 3-4 minuti (ma ne bastano 2) mi sono ritrovato a farmi la colazione ridendo di gusto, e giuro non so il perche. Semplicemente avevo voglia di ridere. Certamente il respiro è la “droga” legale e sana più potente che io (ora) conosca!

Ma torniamo a ieri, questa è stata la mia esperienza soggettiva: dopo una serie di piccoli test e prove di respiro, dopo l’analisi del respiro che Max ha eseguito su ognuno di noi, si arriva al momento clou della giornata. Max ci spiega che quello che arriverà sarà un treno in corsa e che noi saremo davanti alla galleria, lo vedremo arrivare e potremmo solo fare due cose “tenere duro e cercare di fermarlo o farci passare attraverso come se fossimo un fantasma”. Ovviamente la seconda opportunità è quella da tenere la prima non paga! Ci raccomanda di continuare a respirare qualunque cosa succeda, anche se il cielo si apre e vedete il vostro Dio scendere o qualunque altra cosa. Un po’ preoccupato lo sono, certamente!

Incomincia la sessione, respiro, respiro, respiro: il mio dialogo interno sta dicendo “non ho paura di te, qualunque cosa tu sia e qualunque cosa tu voglia farmi, non ho paura di te, ti aspetto sono qua. Arriva il treno, le mia mani si tetanizzano, le mie gambe si bloccano, mi si alza il labro superiore e m’immagino a terra in quello stato (che io non riesco naturalmente a vedere). Rido e piango nello stesso tempo, con la bocca paralizzata sto ridendo in una strana smorfia e sento scendere le lacrime sulle mie guance. Devo essere pauroso, faccio fatica a tenere aperta la bocca perche ho il viso paralizzato, ma continuo a ripetere, tutto qua tutto qua, puoi fare di meglio (non ho idea con chi stessi parlando), è il meglio arriva! Sto soffrendo veramente, cerco di dire a Max che sto malissimo, ma faccio fatica anche solo a sussurrare, e lui mi mette un naso da pagliaccio e mi dice che io sono un “duro” che quello che mi sta succedendo non è nulla, è solo “un illusione” e basta che mi rilassi, continua a respirare e passerà!

Ad un certo punto mollo, non nel senso che mollo di respirare, solo il mio dialogo interno dice: ok hai vinto fa male, mollo, dimmi cosa devo fare, hai vinto! E il dolore passa, passa quasi subito, anche se resto completamente bloccato. Arriva il bello, mi ritrovo in un posto meraviglioso, sono nell’acqua è calda e c’è un tramonto bellissimo, poi sono sott’acqua ma respiro, poi indietro nel tempo e il posto dove vado non ve lo dico, è e rimarrà una cosa personale, ma sto benissimo ed il relax e totale! E finita la sessione, ho respirato per un’ ora (1 ora) e non me ne sono accorto, è passato molto veloce devo essere stato in una trance profonda ed il tempo non esisteva più. Comincio a muovere le dita dei piedi poi provo con le mani, sono ancora in tetania, ma mi sciolgo piano piano. Sto bene ed è finita, mi dispiace. Vedo visi stralunati gente attorno a me che mi guarda stupefatta con il viso radioso. Tutto questo è molto “strano” ma come dice Max “normale non esiste”.Ognuno ha la sua mappa il suo mondo che per lui è normale!

Siamo tutti felici e soddisfatti di aver fatto questa esperienza, chi per un motivo chi per un altro. Chi userà quello che ha imparato per migliorare la sua vita, chi anche per migliorare il suo essere “atleta” le sue prestazioni sportive, miglior ossigenazione miglior smaltimento dell’acido lattico, recuperi post gara e allenamento più veloci ecc.
Il bello è che ognuno di noi potrà replicarlo nella propria casa, da solo o in compagnia. Ultime raccomandazioni di Max: mai in acqua senza una persona che vi assista, mai alla guida della propria macchina ecc. Infine ci dice: stasera per chi farà sesso sarà uno spettacolo e dormirete come non avete mai dormito prima. La cosa mi piace!
Stamattina dopo i miei 3-4 minuti di respiro e la colazione eccomi qua a scrivere la mia esperienza.
Prossime giornate di respiro? Porterò Max a Trento, preparatevi non mancate ve lo consiglio di cuore e se nel frattempo volete approfondire, leggete il suo libro.

Il Libro del RespiroDa non perdere

venerdì 25 marzo 2011

Vincere con la mente

Prima di cominciare a trattare il primo dei 5 fattori della sfera, dovrei incominciare a parlare proprio della sfera. Cos’è la SFERA?
La SFERA è il meccanismo mentale del campione!

La SFERA si basa su 5 fattori fondamentali, e sono raccolti appunto, nell’acronimo SFERA coniato da Giuseppe Vercelli noto psicologo dello sport. Giuseppe crede che la condizione mentale della massima prestazione si possa paragonare ad una sfera in quanto forma geometrica simbolo di perfezione.
Un atleta che si appresta a “vivere” una competizione non può aspettarsi di rivivere una situazione che ha già vissuto, però una delle caratteristiche del campione “è quella di vedere quello che gli altri non vedono”. Per questo motivo, un campione usa la percezione immaginativa per entrare in “Sincronia” con l’evento, cogliendo tutte le informazioni che si trovano sotto “soglia” rispetto alla normale percezione. Il campione entra in “Sincronia” con tutto ciò che lo circonda per vivere al meglio il momento presente, al di là delle aspettative create dalla sua mente!
Noi in quanto essere umani conosciamo il mondo attraverso i messaggi che i nostri sensi trasmettono al cervello.
“Il mondo è presente all’interno della nostra mente, la quale è all’interno del nostro mondo”.
In pratica siamo prigionieri del senso che abbiamo dato al”nostro mondo”: portandoci dietro i suoi limiti e le sue contraddizioni, le spiegazioni, le scoperte e le invenzioni.
Entrare nella SFERA della massima prestazione significa “costruire uno stato mentale che porti alla più funzionale rappresentazione della realtà”.
Entrare nella SFERA significa compiere un “rituale” di attivazione che agisce in 2 direzioni: 1° la costruzione di una metafora funzionale alla situazione, 2° l’attenzione sistematica ad uno o più fattori della sfera che diventano punti attrattori attorno ai quali si costruisce la massima prestazione. In pratica, il punto attrattore è il punto da cui si parte per definire la relazione con quello che seguirà!
L’entrata nella SFERA della massima prestazione è strettamente connessa alla capacità di autoregolarsi, di portarsi cioè nel migliore equilibrio psicofisico!
La SFERA è la struttura che connette l’atleta agli altri, alla natura, al movimento, alla competizione e alla vittoria!
Lo scrittore Richard Bach disse: “L’atleta vincente “ ha il senso dell’avventura che deve ancora venire, non il ricordo del passato come unico momento in cui ha vissuto”.

Tutte le componenti della SFERA sono qualità positive e desiderabili per raggiungere il max risultato possibile. Essere nella SFERA significa avere allo stesso tempo la percezione dei dettagli e la consapevolezza di tutto.


L'Intelligenza Agonistica

sabato 19 marzo 2011

Le cose importanti accadono dentro di te!

Concentrati. Le uniche cose importanti accadono dentro di te. Fuori di te puo succedere qualcosa di grande, di eccezionale, di diverso, di insolito, ma la sua importanza ed il suo significato vengono dal tuo intimo!

venerdì 18 marzo 2011

La biologia delle credenze

Perche parlare di credenze in un blog dedicato allo sport?
Per il semplice motivo che possiamo ottenere dalla vita e dallo sport solo quello che "crediamo" di poter ottenere. La massima di questo blog è" Se puoi immaginarlo, puoi farlo", ribaltando la frittata sarebbe "se non puoi o non riesci a immaginarlo o a crederlo non puoi farlo". Come puoi vincere se non credi di poterlo fare? E ti assicuro, da coach, da mental trainer, ciò in cui credi determina la tua vita e i tuoi risultati.
Bruce Lipton dimostra che ciò in cui crediamo determina ciò che siamo, perciò non è il patrimonio genetico ereditato a determinare la nostra vita e la nostra salute e le nostre piccole o grandi vittorie. Si tratta di una rivoluzione della scienza e del pensiero che ci libera dalla prigionia del destino predeterminato dalla genetica. Lipton dimostra in maniera inoppugnabile che l’ambiente, i nostri pensieri e le nostre esperienze determinano ciò che siamo, il nostro corpo e ogni aspetto della nostra vita.

Se l’ambiente e il pensiero influenzano la nostra biologia, questo può cambiare le conoscenze e le esperienze vissute fino a oggi da gran parte di noi. Infatti, ognuno di noi ha le potenzialità per creare una vita piena e traboccante di ogni dono e talento, a partire da salute, gioia di vivere, amore e successo. Un libro per tutti coloro che ricercano nella scienza senza dogmi le risposte che a causa della dipendenza dagli interessi delle banche e delle multinazionali, la cultura accademica è incapace di fornire. Per chi non si accontenta della scienza ufficiale, che nasconde e manipola le informazioni, per impedirci di riconoscere le infinite potenzialità presenti nel nostro cervello e nel nostro DNA.

Bruce Lipton è un’autorità mondiale per quanto concerne i legami tra scienza e comportamento. Biologo cellulare per formazione, ha insegnato Biologia Cellulare presso la facoltà di Medicina dell’Università del Wisconsin e si è dedicato in seguito a ricerche pionieristiche alla School of Medicine della Stanford University. È stato ospite di decine di programmi radiotelevisivi ed è un conferenziere di primo piano.

E mentre sto leggendo il suo secondo libro "Evoluzione spontanea" di cui vi renderò partecipi presto, vi consiglio di non perdere questa pietra miliare.
E se l'argomento vi ha preso, come prende me, magari di andare a una sua conferenza in Italia.

BRUCE LIPTON IN ITALIA
La Biologia delle CredenzeDa non perdere

martedì 15 marzo 2011

Dal Sud al Nord domenica di vittorie e piazzamenti

Mentre rientro a casa da uno dei miei numerosi viaggi di lavoro, una riflessione mi sale alla mente, e approfitto appena rientrato per metterla su "Blog".
Molti miei atleti hanno vinto o si sono piazzati nelle prime posizioni questo week end, e questo mi rende felice, ma mi piace anche vedere come altri hanno interpretato correttamente le mie indicazioni ed hanno compreso come mente e corpo debbono essere connessi per ottenere l'eccellenza. Un mio caro amico, nonchè atleta da me allenato, mi ha comunicato che domenica alla sua prima gara è andato in cerca del "ritmo", piuttosto che della prestazione assoluta; e direi che lo ha trovato, ha fatto un ottima prestazione ritrovandosi a canticchiare ad un certo punto della gara. In una competizione di Mtb non è cosa da tutti. Ma mi fa felice che ha compreso perfettamente ciò che vuol dire "ritmo".
Tutto ciò è importante perche con questo atleta, stiamo lavorando per ottimizzare i 5 fattori della sfera (di cui presto vi parlerò su questo Blog): Sincronia, Punti di forza, Energia, Ritmo, Attivazione.

Se non avete pazienza e/o volete approfondire l'argomento ecco un dei libri di Beppe Vercelli ideatore della Sfera!

Fulvio Pugliese

L'Intelligenza Agonistica